Come e da chi è stato pubblicato il Vangelo secondo Giovanni? È una domanda intrigante, a cui è difficile dare una risposta semplice. Cosa significa infatti esattamente “pubblicare” quando parliamo di un testo antico? Con l’enorme recente sviluppo del cosiddetto biblical media criticism appare sempre più chiaro agli studiosi che la vita e la circolazione dei testi nel mondo antico – e particolarmente dei testi biblici – era legata alla loro lettura pubblica. Nella linea dell’interesse per le dinamiche orali rintracciabili nei testi antichi a noi pervenuti, molti studiosi hanno iniziato a prendere in esame in questa prospettiva anche i testi del Nuovo Testamento. Questo saggio cerca di gettare luce sulla nozione di testo aurale, inteso come testo che vive in un’epoca in cui i libri vengono soprattutto ascoltati.
Dopo un’impostazione generale della questione, l’autore, utilizzando principalmente gli strumenti dell’analisi narrativa, si immerge nell’esame di alcuni indizi che rivelano un testo che ha raggiunto la sua forma definitiva maturando attraverso un periodo di lettura pubblica. L’analisi degli indizi, che si pone in dialogo con i più autorevoli commentatori giovannei, vuole offrire spunti che aprano prospettive nuove sugli studi della storia editoriale del Quarto Vangelo. In questa nuova luce il Vangelo di Giovanni si mostra con una tridimensionalità nuova, che permette di riconoscere una voce viva in azione tra le righe del racconto, e aiuta il lettore a riscoprire il Quarto Vangelo, come una storia da ascoltare.